> Tutti in piazza per ricordare i Martiri dell Foibe <
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CasaPound Torino: “Bossuto, così li uccidete due volte”
RACCA: dichiarazioni vergognose, come risposta Comune di Torino dedichi una via ai Martiri delle Foibe
Domenica 7 Febbraio, un corteo di 150 persone ha sfilato silenziosamente per ricordare i Martiri delle Foibe, tra fiaccole e tricolori.
Nonostante un piccolo presidio vicino, inneggiante alle foibe, il Corteo silenzioso ha degnamente onorato il sacrificio di Istria, Fiume e Dalmazia.
“Assurde le parole di una carica istituzionale” dichiara Marco Racca, coordinatore regionale di CasaPound “gravissimo affermare che una giornata nazionale in ricordo delle foibe sia stato un errore”.
“Chiederemo subito al Comune di Torino l'intitolazione di una via ai Martiri delle Foibe, vogliamo una prova tangibile che le istituzioni della città non la pensino come il consigliere regionale Bossuto” - dichiara Depetris, responsabile del Blocco Studentesco “ecco l'esempio che i giovani non devono seguire: chi uccide, dopo 60 anni, per la seconda volta, persone innocenti vittime di un vero e proprio genocidio antiitaliano”.
CasaPound Italia Torino prenderà al più presto contatti con il Sindaco Sergio Chiamparino, per portare al compimento un piccolo gesto d'onore, l'intitolazione di una via ai Martiri delle Foibe “sperando che la nostra richiesta venga sottoscritta trasversalmente da tutto il consiglio comunale” - conclude Racca “perchè su questo tema non c'è politica, ma una verità, che non può essere infoibata”.
Nonostante il blocco del traffico, che ha costretto gli organizzatori a posticipare di un'ora il corteo e la presenza di alcune decine di antifascisti, il corteo per onorare i Martiri delle Foibe organizzato da CasaPound si è regolarmente svolto.
“E' stato necessario prendere Piazza Cirene alle 16 per evitare che gli antifascisti la potessero occupare per il loro pseudo-presidio” ha dichiarato Marco Racca responsabile regionale di CasaPound “non sono mancati momenti di tensione per le due ore che hanno preceduto l'inizio del corteo, purtroppo c'è chi, ancora continua a fomentare e vivere di odio e contestazione”.
“Il corteo iniziato intorno alle 19.00 era aperto da un Tricolore listato a lutto, le bandiere delle province e città irridenti, tamburo a scandire la marcia e striscione imponente con su scritto ‘Onore ai Martiri delle Foibe'” ha aggiunto Racca “oltre 150 le persone che hanno preso parte al corteo, esuli fiumani, famiglie, gente del quartiere, oltre ai militanti e amici di CasaPound”.
“Un corteo silenzioso e illuminato da decine di fiaccole che alcuni esponenti dei centri sociali hanno tentato, con provocazioni e insulti, di disturbare senza riuscirci”.
“Importante anche la partecipazione di persone residenti nel quartiere, proprio il quartiere che ospitò e ospita migliaia di esuli fiumani vittime delle barbarie partigiane. Moltissimi i cittadini indignati per la contestazione dei centri sociali e le bandiere con falce e martello proposte per l'occasione.”
La manifestazione si è conclusa presso la lapide a ricordo del sacrificio di Fiume, Istria e Dalmazia con un discorso di Sergio Vatta esule di Zara e Giuseppe Lonero consigliere comunale di Torino.
> CasaPound Torino SIGILLA LA FIAT - azione in tutta Italia <
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TORINO, 2 febbraio - 'Sigilli' alla Fiat. Stamattina le fabbriche e i luoghi di riferimento della casa automobilistica in corso Agnelli e via Nizza a Torino sono state trovate 'sigillate' con il nastro bianco e rosso, a ricordare una 'scena del crimine', e circondate di striscioni con la scritta 'Fiat odia l'Italia'. A rivendicare il blitz, messo a segno nella notte in maniera coordinata su tutto il territorio nazionale, è CasaPound Italia Torino. Un'azione non violenta, un gesto simbolico ma dal sapore fortemente provocatorio: ''Prima fallisce, meglio è. Per tutti'', è lo slogan che si legge sui volantini lasciati davanti a tutti i punti vendita 'colpiti'. E ancora: ''Salviamo i lavoratori e la produzione italiana, non la dirigenza Fiat, incapaci avventurieri che amano il profitto e non l'Italia''.
Cpi esige lo stop agli incentivi - spiega Marco Racca, coordinatore regionale dell'Associazione - ''per auto prodotte all'estero sfruttando lavoratori stranieri sottopagati'' e chiede ''incentivi solo per auto prodotte in Italia'', mentre, quanto agli stabilimenti di Pomigliano d'Arco e Termini Imerese, propone che siano ''sequestrati, nazionalizzati e affidati a Finmeccanica e Fincantieri''.
''La Fiat vive di aiuti pubblici e, nonostante cio', ha tradito il nostro paese e la nostra gente - spiega CasaPound Italia - Vuole incentivi e soldi dallo Stato, ma poi licenzia e chiude le fabbriche nel nostro Paese per portare la produzione all'estero. Lasciamola fallire e con i soldi che non 'ruberà' piu' avvieremo una nuova e sana industria automobilistica''.
Fiat: blitz di CasaPound, 'sequestrate' centinaia di concessionarie in
tutta Italia
'Odia l'Italia, prima fallisce meglio è'
Roma, 2 febbraio - 'Sigilli' alla Fiat. Stamattina un centinaio di
concessionarie della casa automobilistica in oltre 40 città italiane,
da Torino a Palermo, sono state trovate 'sigillate' con il nastro
bianco e rosso, a ricordare una 'scena del crimine', e circondate di
striscioni con la scritta 'Fiat odia l'Italia'. A rivendicare il
blitz, messo a segno nella notte in maniera coordinata su tutto il
territorio nazionale, è CasaPound Italia. Un'azione non violenta, un
gesto simbolico ma dal sapore fortemente provocatorio: ''Prima
fallisce, meglio è. Per tutti'', è lo slogan che si legge sui
volantini lasciati davanti a tutti i punti vendita 'colpiti'. E
ancora: ''Salviamo i lavoratori e la produzione italiana, non la
dirigenza Fiat, incapaci avventurieri che amano il profitto e non
l'Italia''.
Cpi esige lo stop agli incentivi ''per auto prodotte all'estero
sfruttando lavoratori stranieri sottopagati'' e chiede ''incentivi
solo per auto prodotte in Italia'', mentre, quanto agli stabilimenti
di Pomigliano d'Arco e Termini Imerese, propone che siano
''sequestrati, nazionalizzati e affidati a Finmeccanica e
Fincantieri''.
''La Fiat vive di aiuti pubblici e, nonostante cio', ha tradito il
nostro paese e la nostra gente - spiega CasaPound Italia - Vuole
incentivi e soldi dallo Stato, ma poi licenzia e chiude le fabbriche
nel nostro Paese per portare la produzione all'estero. Lasciamola
fallire e con i soldi che non 'ruberà' piu' avvieremo una nuova e sana
industria automobilistica''.
>Torino: CasaPound ricorda strage di Acca Larentia<
Torino: CasaPound ricorda strage di Acca Larentia
Era il 7 Gennaio del 1978 quando dei colpi di arma da fuoco colpirono alle spalle in un vigliacco attentato alcuni giovani attivisti del Fronte della Gioventù romano presso la sezione di Acca Larentia.
In quel giorno i morti furono tre.
“Tre striscioni in punti fulvro della città, un gesto simbolico di commemorare il sacrificio di tre giovanissimi colpiti dall’odio e dell’infamia antifascista” dichiara Marco Racca responsabile regionale di CasaPound commentando gli striscioni apparsi nella notte a Torino.
“Non si dimenticano i tanti omicidi brutali che hanno colpito il nostro mondo, con la compiacenza anche delle istituzioni” ha aggiunto Racca “siamo convinti che il miglior modo per ricordare il sacrificio di questi ragazzi è continuare a lavorare per il bene degli italiani; di continuare a tramutare in azioni il nostro ideale di Giustizia Sociale”.
TORINO: CASAPOUND ITALIA TORNA IN PIAZZA SAN CARLO RACCA, SENZA ANTIFASCISMO MILITANTE REGOLARE ATTIVITA'
Torino, 14 novembre 2009 - Per tutto il pomeriggio di oggi, CasaPound Italia ha effettuato un banchetto in piazza San Carlo, nel centro di Torino, per esporre le proprie iniziative. Nello stesso luogo dove c'è stata l'aggressione il 24 ottobre scorso, per ore i militanti dell'associazione hanno svolto la propria attività politica. "In 3 ore distribuito oltre 3000 volantini - dichiara Marco Racca, responsabile piemontese di CasaPound Italia - Abbiamo esposto ai cittadini varie nostre attività, abbiamo ricevuto attestati di stima, ma ci siamo anche confrontati con idee diverse dalle nostre".
"Abbiamo dimostrato che, senza i fomentatori di odio antifascista fuori tempo massimo, le attività si svolgono regolarmente, e la gente capisce chi è al suo fianco e chi invece pensa al proprio interesse senza curarsi di giustizia sociale, carovita, e dei problemi dei nostri tempi", continua Racca, sottolineando la grossa mobilitazione delle Forze dell'Ordine: "E' spiacevole vedere come debba esserci un così grande dispiegamento di forze, pagate dallo Stato e dai contribuenti, per colpa di un centinaio di balordi che fanno della violenza l'unica arma politica, contro il volere di chi vive la città, e soprattutto a loro spese".
Torino: CasaPound avvia raccolta aiuti per Messina.
Torino, 3 novembre - “Dopo l’impegno per l’Abruzzo, CasaPound Piemonte, come ha già fatto CasaPound Calabria, si mobilita per fornire un doveroso aiuto ai fratelli messinesi colpiti nelle scorse settimane da una tragica calamità naturale”. Lo annuncia Marco Racca, coordinatore regionale di Cpi per il Piemonte.
“A Torino - spiega Racca - il nostro circolo e pub ‘non conforme’ Asso di Bastoni diverrà nei prossimi giorni il centro di raccolta per gli aiuti destinati alla popolazione del messinese, ma gli aiuti potranno essere consegnati anche ad Aosta, Cuneo, Novara, Verbania. L’iniziativa per l’Abruzzo mobilitò moltissimi cittadini, ci auguriamo che anche in questo caso la risposta sia forte”.
Nelle zone colpite dall’alluvione, rende noto CasaPound, urgono beni igienico-sanitari (sapone, pannolini, assorbenti, carta igienica etc) e generi alimentari a lunga conservazione (pasta, latte in polvere etc). Gli aiuti potranno essere consegnati a Torino, presso l’Asso di Bastoni, in via Cellini 22, tutte le sere dalle 20 in poi, e presso le sedi di CasaPound Italia di Aosta, Cuneo, Novara, Verbania.
> CasaPound: lettere aperte al Sindaco Chiamparino e al direttore de La Stampa <
Racca, CasaPound: lettera aperta al sig. Sindaco Sergio Chiamparino
Alla cortese attenzione del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino
Signor Sindaco, siamo convinti che lei sappia sicuramente cosa sia CasaPound Italia e certi che abbia sentito parlare delle nostre attività anche perché talvolta hanno coinvolto consiglieri comunali dell'opposizione ma anche membri della sua Giunta.
Siamo un'associazione di promozione sociale che orienta la sua attività per contrastare il carovita e l'usura e per riaffermare il concetto di Giustizia Sociale.
Siamo una realtà consolidata in città con un nostro centro di aggregazione ed una presenza capillare nell'Università ed in ogni quartiere.
Sabato siamo stati oggetto di una volgare "contestazione", siamo stati aggrediti ed abbiamo dovuto difendere con orgoglio il nostro diritto ad esprimere le nostre opinioni.
Nella stessa giornata anche la Lega Nord è stata vittima di questa grottesca giornata di follia, ormai, nei nostri confronti, divenuta ordinaria.
Poche settimane fa, infatti, venivamo aggrediti da un gruppo di "autonomi" fuori dal Politecnico, prima ancora alcuni episodi preoccupanti durante le elezioni universitarie.
I protagonisti sono sempre i soliti personaggi, quelli che lei ha da qualche tempo duramente ed apertamente condannato ed attaccato, a qui però, pare, abbia fatto riverniciare la facciata dei loro centri sociali.
Per i fatti del Politecnico lei non spese nemmeno una parola, per i fatti di Sabato ha sì condannato l'aggressione, ma solo quella ai danni della Lega Nord.
Su di noi, nemmeno una parola.
Forse quei ragazzi che come noi, si impegnano per cambiare questa società, per riaffermare il concetto ed il valore della solidarietà, che denunciano speculazioni ai danni dei cittadini, forse ripetiamo nei confronti nostri tutto è ammesso.
Non ci vogliamo credere, non avrebbe senso.
La tensione in città è alta ed i responsabili sono sempre i soliti gruppuscoli ormai isolati dalla società, quello che chiediamo è una ferma condanna verso questa forma di intolleranza politica, verso questo odio cieco gonfiato dall'ignoranza.
Cordialmente.
Marco Racca
coordinatore Piemonte/Valle d'Aosta CASAPOUND ITALIA
www.casapounditalia.org
casapoundtorino@yahoo.it
Racca, CasaPound: lettera aperta al sig. Direttore del quotidiano "LA STAMPA"
Alla cortese attenzione de "La Stampa"
Al Direttore
Gentilissimo Direttore del quotidiano La Stampa, le scriviamo queste poche righe perchè intendiamo provare a ragionare con lei circa quanto dalle "sue" pagine è stato scritto sugli scontri di Sabato pomeriggio.
Riassumendo, le ricordiamo che un presidio probabilmente, anzi sicuramente, è stato organizzato da alcuni dei più noti centri sociali cittadini tramite i loro portali web, con l'intento dichiarato di impedire a CasaPound di tenere un proprio presidio. Presidio, quello di CasaPound, autorizzato dalle Autorità di Pubblica sicurezza.
Il nostro intento era quello di promuovere le nostre innumerevoli iniziative organizzate e attivate in tutta Italia, tra cui solo, per citarne alcune l'impegno diretto in Abruzzo a Poggio Picenze, il nostro impegno costante per combattere e risolvere il problema abitativo, l'innovativa proposta di legge "Tempo di essere Madri", gli sportelli di assistenza per disabili etc etc.
Peccato però che alcuni "autonomi", ingabbiati nell'odio e nel clima degli anni di piombo, abbiano cercato di intimidirci aggredendoci fisicamente.
Per carità, non ci piace piangerci addosso, anzi mai lo facciamo però c'è una cosa che ci piace fare ovvero pensare e riflettere da uomini liberi.
Non ci interessa parlare dei Centri Sociali tanto tutti, anche quelli che fanno finta di non vedere, sanno che sono il lascito residuale di una cultura di odio ed intolleranza. Come detto, non vogliamo parlare di "loro", ma di noi.
Vogliamo ad esempio sapere perchè mai si scrive degli scontri senza nemmeno provare a contattare i referenti del movimento protagonista e vittima degli scontri di sabato.
I nostri contatti, caro Direttore, i suoi collaboratori li hanno.
Se ci aveste chiamato avreste risparmiato ai vostri lettori una serie di imperdonabili inesattezze, alcune piuttosto grottesche.
Andiamo con ordine: eravamo una decina di militanti di CasaPound associazione di promozione sociale e non "un non meglio precisato movimento di estrema-destra", etichetta che rifiutiamo categoricamente definendoci Estremo-Centro-Alto, basterebbe documentarsi su ciò su cui si scrive per evitare brutti scivoloni.
Quello su cui si tace, nell'articolo, è forse la parte più importante: il contatto tra noi e "loro" c'è stato. Un centinaio di loro eludendo gli schieramenti della Polizia ha provato a sorprenderci alle spalle. Lo ripetiamo: il contatto è avvenuto. Nonostante il loro numero non ci siamo dispersi e abbiamo difeso il nostro spazio e il nostro diritto a rimanere in quella piazza a propagandare il nostro pensiero.
Il coraggio di pochi, dodici militanti, contro l'intolleranza di cento e più barbari, che hanno anche coinvolto passanti con passeggini e bambini.
Oltre a questi rilevanti particolari l'articolo apparso Domenica propone una visione distorta del seguito della giornata. La Lega Nord è stata anch'essa vittima di una carica degli "autonomi", ma nessun militante di CasaPound avrebbe potuto aiutarli poichè fummo invitati dalla polizia a lasciare la zona. Non è esistito quindi, un fronte "Fascio-Leghista" contro gli autonomi e ci chiediamo, perchè ci piace riflettere, come mai avete dato spazio a questa falsità.
Vogliamo essere precisi, con la Lega Nord abbiamo subito solidarizzato, ma non potevamo aiutarli se ci trovavamo dall'altra parte della città, per cui ci siamo chiesti perchè il quotidiano "La Stampa" ha dovuto fornire questa fantasiosa versione della giornata di Sabato ed abbiamo deciso di rivolgere a lei, carissimo Direttore, questa domanda.
Marco Racca
coordinatore Piemonte/Valle d'Aosta di CasaPound Italia
www.casapounditalia.org
> SIAMO PIU' FORTI NOI, DI TUTTI VOI MALEDETTI STRONZI -
di Gianluca Iannone, responsabile nazionale di CasaPound Italia <
Siamo più forti noi, di tutti voi maledetti stronzi.
Siamo più forti noi perché continuiamo a camminare con la schiena dritta e il passo sicuro mentre strillate e mentre ci tirate la giacca per portarci in posti bui, laceri di umidità e di immondizia. Siamo più forti noi perché di tutto questo, ridiamo.
E ridiamo perché siamo consapevoli della nostra forza e della vostra mancanza di argomenti.
Sì, certo.
Barricatevi dietro la retorica dei vincitori, dietro la scrivania del politicamente corretto, dietro le buffe dichiarazioni che date in giro.
Noi ridiamo delle vostre reazioni maleducate e scomposte.
Siamo più forti noi di tutti voi perché siete una massa di prepotenti e di impuniti. È la vostra bruttezza che vi condanna, non noi.
Dalle vostre redazioni le frecce avvelenate della diffamazione ci trafiggono gli scudi e le pugnalate che ci date sulla corazza con le vostre penne sono imbevute nel curaro.
E nonostante questo noi non ci disperdiamo, non indietreggiamo ma andiamo avanti. Vi conosciamo bene, siamo vaccinati.
Ecco perché siamo più forti noi. Perché in 10 vi teniamo testa anche se voi siete 100, 1000, 1 milione.
Siamo abituati così.
Non scappiamo, non strilliamo, non piangiamo.
Abbiamo deciso di stare qua.
Di camminare su questa strada sotto i vostri sguardi cattivi, sguardi gobbi di chi è abituato a manipolare e a farsi manipolare. Noi non siamo come voi, è evidente.
Perché abbiamo fatto una promessa e vogliamo restare fedeli a noi stessi.
“Rendi forti i vecchi sogni”.
Ecco perché con serenità vi ripeto che siamo più forti noi.
Anche se avete tutto, non avete noi.
E la nostra bellezza vi schiaccia là nell’ombra, vi relega nell’impotenza dei gesti vigliacchi.
La bellezza dei nostri vent’anni, la nostra beata solitudine, la nostra forza tranquilla contro le vostre bombe, i vostri assalti, le vostre aggressioni, i vostri saccheggi.
La civiltà contro le barbarie.
Ecco perché vi ripeto che noi siamo più forti di voi.
perchè non abbiamo padroni, nè padrini.
perchè ci facciamo domande e troviamo soluzioni.
Perchè ricostruiamo le nostre sedi distrutte dal vostro rancore e le ricostruiamo più belle di prima e con l’aiuto dei vicini. Siamo più forti noi che non vogliamo giocare con voi perché siete troppo stupidi.
Ed è questo che vi fa stare male.
Ecco perché, con noi, non vincerete mai.
> 24.10.2009 - Aggressione ai militanti di CasaPound Torino
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in 100 contro 10 - legittima difesa <
Torino: Aggrediti militanti di CasaPound Torino
Marco Racca “la nostra è stata legittima difesa”
Verso le 15.30 un centinaio di sedicenti antifascisti fuori tempo massimo, hanno aggredito una decina di militanti di CasaPound impegnati a promuovere le loro iniziative.
“E’ l’ennesimo episodio di intolleranza politica che si verifica nella nostra città ad opera dei soliti noti ed impuniti antifascisti” dichiara Marco Racca coordinatore regionale di CasaPound Italia “continuano a riproporre logiche superate ormai da quarantanni, noi però non accettiamo le loro provocazioni”
“Tentano di rendere invivibile il clima politico della città ricorrendo alla violenza per colmare i loro evidenti limiti politici, questa volta hanno aggredito una decina di militanti di CasaPound in pieno centro città” continua il coordinatore “nonostante l’inferiorità numerica abbiamo resistito al loro assalto sino a che non sono intervenute le Forze dell’Ordine perchè crediamo che difendere il nostro diritto ad esprimere le nostre opinioni debba essere difeso ad ogni costo”.
“A questo punto dopo i fatti delle scorse settimana al Politecnico dove cinque studenti anch’essi membri di CasaPound sono stati aggrediti, chiediamo che le istituzioni prendano una posizione decisa, che Chiamparino chiarisca la sua posizione circa i centri sociali che minaccia di sgombero ma che poi ne finanzia la riverniciatura esterna”.
Marco Racca ha infine concluso“Le Forze dell’Ordine nonostante il nostro banchetto fosse autorizzato e nonostante fossimo stati aggrediti ci ha comunque intimato di lasciare la posizione che durante gli scontri avevamo difeso. Non credo sia questo il modo di garantire il diritto a promuovere il nostro programma politico”.
Torino: CasaPound, Chiamparino prenda una posizione decisa contro questi fenomeni di intollerenza politica
“In cento tentano di aggredire dieci militanti di CasaPound Italia in pieno centro cittadino, rischiando inoltre di compromettere l’incolumità di numerose persone vittime innocenti del loro odio ideologico” dichiara Marco Racca coordinatore regionale di CasaPound Italia”Chiamparino si dissoci senza alcun equivoco da questi personaggi anche per quanto avvenuto nei nostri confronti”
“Ribadiamo la condanna ferma ed inequivocaile verso qualsiasi forma di intolleranza” continua Marco Racca “anche la Lega Nord è stata vittima dei medesimi personaggi poco dopo l’aggressione nei nostri confronti e ci sentiamo in dovere di solidarizzare con loro vittime della stessa ignoranza”.
Marco Racca ha così concluso “sappiamo che il Sindaco ha espresso una giusta solidarietà verso la Lega Nord e verso di noi invece? Noi di CasaPound possiamo essere impunemente aggrediti da cento delinquenti senza che ciò disturbi il Sindaco?”
TORINO: CASAPOUND ITALIA, ISTITUZIONI PRENDANO POSIZIONE CONTRO VIOLENZA O SARANNO COMPLICI
IANNONE 'DUE AGGRESSIONI IN 24 ORE, 10 IN DUE SETTIMANE'
Roma, 24 ott. ''Due aggressioni in meno di 24 ore. Una a Parma, dove due nostri militanti sono rimasti feriti, e una a Torino, dove cento persone hanno assaltato un banchetto di Casapound Italia. La politica a questo punto deve intervenire se non vuole essere complice''. Lo afferma Gianluca Iannone, presidente di Casapound Italia.
''E' vergognoso - aggiunge Iannone - che mentre c'è ancora chi accusa Cpi di essere un movimento violento, la sinistra antagonista possa agire indisturbata e, forte della consapevolezza della propria impunità, possa colpire in pieno centro nelle città di mezza Italia. Prima Napoli, poi Pistoia, Torino e Verona, oggi ancora Torino e Parma. In due settimane quasi dieci aggressioni: un bollettino di guerra. Si tratta però di una guerra che Casapound Italia non intende combattere su questo piano. Ancora una volta ribadiamo che la nostra risposta alla violenza sarà sempre e soltanto una risposta politica''.
''A questo punto, però, è dalle istituzioni che attendiamo una decisa presa di posizione - conclude il leader di Casapound Italia - Non c'è piu' tempo. E' arrivato il momento per ognuno di prendersi le proprie responsabilità, perché se mai qualcosa di irreparabile dovesse avvenire, i veri responsabili ne sarebbero coloro i quali adesso restano in silenzio''.
> STRISCIONE DEL BLOCCO STUDENTESCO FUORI DAL POLITECNICO DI TORINO <
Blocco Studentesco Torino:
“BASTA ODIO ANTIFASCISTA, L’UNIVERSITA’ E’ DI TUTTI”
I militanti del Blocco Studentesco nella notte tra Mercoledì 14 e Giovedì 15 Ottobre hanno affisso uno striscione presso il Politecnico di Torino per ricordare gli episodi di violenza e intolleranza politica della settimana scorsa.
“Fuori dal Politecnico di Torino, giusto una settimana fa, venivamo attacati da militanti dei collettivi di sinistra che in nome di un non meglio identificato antifascismo ci volevano impedire di promuovere il dossier casa per gli studenti” dichiara Federico Depetris responsabile regionale del Blocco Studentesco “oltre che a Torino vi sono stati episodi di intolleranza politica a Verona, Napoli e Pistoia tutti aventi come protagonisti i collettivi antifascisti”
Con questa azione dimostrativa il Blocco Studentesco, senza vittimismi, vuole sottolineare come questo clima di tensione sia una sconfitta per tutti quanti gli studenti di qualunque colore politico.
“Non ci dovrebbe essere una contrapposizione rosso-nera” conclude Depetris "ma un’Università da migliorare nell’interesse di tutti gli studenti”.
> MOZIONE DEL BLOCCO STUDENTESCO UNIVERSITA'
CONTRO IL CARO-LIBRI A GIURISPRUDENZA <
Università: mozione Blocco Studentesco contro il caro-libri a Giurisprudenza.
Il Blocco Studentesco ha presentato al Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza una mozione per contrastare il fenomeno del caro libri. “Abbiamo chiesto alla facoltà di comprare dei manuali affinchè possano essere presi in prestito nelle biblioteche senza che sia necessario per gli studenti acquistare i libri di testo” dichiara Luca Falcini Consigliere di Facoltà del Blocco Studentesco
“come studenti, pretendiamo che la Facoltà spieghi come mai sembra esserci una sorta di monopolio su alcuni manuali, monopolio che comporta un costante aumento dei prezzi”
La mozione prevede anche un invito formale ai docenti ad un maggior utilizzo del portale Klips dove è possibile condividere materiale didattico gratuitamente.
La mozione discussa ha trovato l’approvazione unanime dei rappresentanti degli studenti, si attende una risposta da parte della Facoltà.
Di seguito viene proposto il testo integrale della mozione:
Mozione al Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza.
LIBRI, MONOPOLI E COSTI
Settembre e le prime settimane di Ottobre saranno dedicate dagli studenti all’acquisto dei Manuali consigliati dai docenti per la preparazione degli esami.
Si richiedono delucidazioni sugli eventuali rapporti che intercorrono tra Facoltà ed editori che detengono un monopolio sui manuali.
Si chiede
- che la Facoltà inviti formalmente gli editori a contenere i costi
- un maggiore utilizzo del portale Klips. Per la preparazione di molti esami sono infatti più che sufficienti dispense redatte dal professore e messe in rete per un libero utilizzo.
- potenziamento del servizio di prestito di manuali tramite le Biblioteche. La Facoltà dovrà promuovere l’acquisto di un numero soddisfacente di manuali da mettere a disposizione nelle Biblioteche di Facoltà.
> BASTA ODIO ANTIFASCISTA L'UNIVERSITA' E' DI TUTTI <
Università: Episodio di intolleranza antifascista al Politecnico di Torino. Aggrediti militanti di Blocco Studentesco.
Oggi 7 Ottobre 2009 alcuni militanti del Blocco Studentesco sono stati aggrediti da esponenti del Collettivo di sinistra del Politecnico mentre distribuivano volantini sponsorizzando il Dossier casa per gli studenti contro le speculazioni sugli affitti.
“E’ l’ennesimo episodio di intolleranza politica firmato dai collettivi universitari della città” afferma Federico Depetris Responsabile piemontese del Blocco Studentesco “c’è chi ancora invece di pensare ai problemi dell’università e degli studenti spreca tempo per ostacolare coloro che non si sono omologati al loro pensiero”.
“Il Blocco Studentesco volantinava per promuovere il Dossier Casa per gli studenti, per fornirgli una guida su come destreggiarsi tra affitti e speculazioni, i collettivi hanno provato ad impedirci di propagandare il Dossier: saranno forse a favore delle speculazioni sugli affitti?” si chiede il Coordinatore regionale.
“Non ci stiamo a far ripiombare le università nel clima degli anni settanta, la logica degli opposti estremismi è oggi nel 2009 arcinota; i collettivi è meglio che comincino ad aggiornarsi perché suono fuori tempo massimo e le loro battaglie di retroguardia non interessano nessuno” ha concluso Federico Depetris.
NELLA STESSA GIORNATA MILITANTI DI BLOCCO STUDENTESCO NAPOLI E VERONA SONO STATI AGGREDITI DAI "TOLLERANTI DIFENSORI DELLA DEMOCRAZIA" DEI COLLETTIVI DI SINISTRA.
ESPRIMIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETA' AI RAGAZZI DEL BLOCCO STUDENTESCO COINVOLTI.
Torino: Blocco Studentesco Università lancia il DossierCasa per gli Studenti.
Depetris: “Avviamo uno sportello di assistenza per gli studenti fuori sede che cercano una sistemazione in città”
“Caparre esorbitanti, sfruttamento e affitti altissimi sono alcuni dei problemi che ogni anno migliaia di studenti devono affrontare venendo a studiare a Torino” dichiara Federico Depetris coordinatore piemontese del Blocco Studentesco “abbiamo deciso, da quest’anno, di venire concretamente in aiuto agli studenti fuori sede con la redazione di un Dossier Casa con il quale illustriamo agli studenti i contratti che possono stipulare, come evitare speculatori senza scrupoli e come accedere ai letti nei collegi universitari”
“Abbiamo iniziato a sponsorizzare il dossier con affissioni e volantinaggi e continueremo per i mesi a seguire non solo a Torino ma in tutto il Piemonte” ha aggiunto Depetris “oltre al dossier siamo a disposizione degli studenti con uno sportello attivo tutte le settimane presso la nostra sede in via cellini 22 il Mercoledì dalle 17.30.”
Il coordinatore regionale ha infine concluso: “Il dossier è liberamente scaricabile dal nostro sito internet www.bloccotorino.tk ed invitiamo gli studenti a contattarci se hanno particolari dubbi o difficoltà”
L’ufficio stampa del Blocco Studentesco Piemonte
Per info: 347 88 53 658 www.bloccotorino.tk
> DA TORINO - AZIONE DEL BLOCCO STUDENTESCO IN TUTTA ITALIA <
Blocco Studentesco: Azione contro caro-libri in 40 città
Sacchi di juta con nomi case editrici e simbolo dollaro in centinaia di scuole
- Oggi a Torino e in altre 40 città italiane, il Blocco Studentesco (movimento studentesco di CasaPound Italia) ha realizzato un'azione dimostrativa contro il caro libri. Davanti a centinaia di istituti superiori sono stati depositati dei sacchi di juta, su cui è stata stampata l'effige del dollaro contornata dai nomi delle principali case editrici che producono testi scolastici. A Torino l'azione ha interessato più di 30 istituti, compresi istituti storici come l’Alfieri, il Galileo Ferraris, il Cavour, l’Avogadro, il D’Azeglio, Pininfarina fino a Torino Nord in Istituti come Peano e Giordano Bruno.
"Nonostante le promesse del ministro Gelmini, le famiglie italiane continuano a pagare cifre insostenibili per l'acquisto dei libri di testo. La spesa per ogni studente supera in media i 500 euro, senza contare che un istituto su due sfora il tetto di spesa imposto dal Ministero", spiega Francesco Polacchi, responsabile nazionale del Blocco Studentesco. "Il Ministro dell'Istruzione – aggiunge Federico Depetris, coordinatore regionale per il Piemonte - non ha preso nessun provvedimento serio per contrastare questo problema, limitandosi a 'consigliare' alle case editrici di non cambiare edizione e di non aumentare i prezzi per 5 anni. Misure assolutamente insufficenti e inefficaci".
"Il Blocco Studentesco - conclude Polacchi - continua la sua battaglia per l'adozione di un libro di testo unico per ogni materia a livello regionale (differente a seconda dell'indirizzo scolastico). Chiediamo inoltre la creazione di un organo di controllo specifico che vigili sull'attività e i profitti delle case editrici".
In Piemonte l’azione ha coinvolto, oltre Torino, anche il VCO e Cuneo.
> CASAPOUND TORINO SULL'ENNESIMA RISSA AI MURAZZI <
“Sabato notte la nostra città è stata gravemente ferita” – così si esprime Marco Racca, responsabile locale di CasaPound Italia, in merito alla maxi rissa (fra una trentina di nordafricani e buttafuori ) con sciabole, bottiglie rotte e bottiglie piene di acido ai Murazzi del Po, nel centro della “movida torinese”,.
“Da tempo la zona di Piazza Vittorio e i Murazzi era sotto i riflettori per multe e divieti di transito. Nessuno sembra accorgersi, da anni a questa parte, che la situazione è ben più grave” – continua Racca – “non è un caso, che tra circoli ARCI e un Centro Sociale, che parlano, da sempre, di integrazione, assistiamo a una tragica scena: un uomo di 45 anni, Luca ‘Bazooka’ con una sciabolata alla testa e 20 giorni di prognosi”.
Scenario da film tragico, in una città devastata da anni di politica con “mentalità aperta” ma senza un minimo di riguardo a chi la città la vive tutti giorni.
“Esprimiamo solidarietà a Luca e a tutti i feriti” - conclude Racca – “Questa sciabolata è stata al cuore di tutta la città e di tutti noi: e se questo è il futuro che ci hanno tanto promesso, siamo sempre più fieri di essere in prima linea per cambiarlo”.
Cuneo. Concerto HateForBreakfast: scherzo agli antifascisti cuneesi, il concerto non è mai stato organizzato.
Il 15 Agosto a Cuneo, stando alle locandine diffuse su internet, si sarebbe dovuto tenere il “Crazy Concert” che avrebbe visto la partecipazione del noto gruppo Hardcore HateForBreakfast.
“L’evento non è mai stato organizzato per davvero” dichiara RAFFAELLO MASCETTI, organizzatore del finto concerto “abbiamo solo fatto le locandine e sparso la voce sulla rete nulla di più, ma questo è stato sufficiente agli antifascisti cuneesi per perdere sonno e tranquillità”.
“Crisi economica, emergenza abitativa, problematiche sociali sempre più acute, mille e più problemi seri per i cuneesi e gli italiani eppure c’è chi perde tempo e soldi ad organizzare il boicottaggio ad un concerto che non è mai stato organizzato. Questo è l’antifascismo cuneese che si è risvegliato solo per la nascita di CasaPound Cuneo.”
L’organizzatore ha poi aggiunto: “ci siamo immedesimati negli antifasciti, abbiamo capito il senso di frustrazione che li assale ed abbiamo deciso di tenerli impegnati. Tutti sono in vacanza (O ALMENO CHI PUò ANCORA PERMETTERSELO) durante la settimana di ferragosto così, per dare un’occupazione a chi vive di sola luce riflessa, cercando di ostacolare le altrui iniziative, abbiamo creato questo finto concerto”.
“Nella locandina dell’evento vi erano mille indizi sul fatto che fosse solo una presa in giro, ci aspettavamo riflessi pronti da parte di chi vive solo nell’ossessione dei Fascisti ed invece il delirio ha preso il sopravvento, tra volantinaggi e 'intimidatorie' scritte sui muri".
Il portavoce dell’evento ha poi concluso: "prima di CasaPound e della sua apertura qui a Cuneo, non vi erano iniziative, ora è tutto un fermento. Ragazzi che prima non si sono mai impegnati per risolvere i problemi della Città ora sprecano le loro energie a contrastare gli altri in uno sterile antagonismo molto spesso di facciata mentre la politica si dovrebbe sempre fare in positivo, nel tentativo di risolvere i problemi e con un atteggiamento propositivo; a Cuneo assistiamo ad un antifascismo che non ha nulla da offrire alla Città, solo un vecchio, anacronistico ed inattuale quanto inutile antifascismo infantile”.
> Nascono gli USCOCCHI, supporters dell'US FIVMANA <
Torino, 10 Giugno
"Siamo fieri ed orgogliosi di partecipare ad un grande sogno". Così, Marco Racca commenta la nascita degli "Uscocchi - Legione Fiumana" supporters ufficiali della Fiumana Calcio, la squadra che è nei desideri di tutti gli italiani di origine dalmata istriana.
"In attesa che una conferma definitiva sulla fondazione della società - precisa Marco Racca, portavoce degli "Uscocchi" - ci siamo assunti l'onore di un impegno a 360 gradi, perchè la rifondazione della Fiumana è per noi importante, motivo di orgoglio e, soprattutto, uno dei giusti passi per rendere onore ai popoli esiliati da Istria e Dalmazia".
"Gli Uscocchi nascono - continua Racca - proprio per dare un segno tangibile che dietro il progetto vi sono già moltissime persone in Italia pronte a sostenere attivamente questo sogno".
"E' pronto - conclude Marco Racca - tutto quanto necessario per onorare la passione verso la Fiumana. Una passione cha nasce dal sogno di pochi, ma che vede migliaia di persone pronte a poter tifare la loro vera squadra del cuore".
E' in allestimento il sito web www.uscocchifiumana.org, che conterrà le news sugli Uscocchi e sulla società... e la possibilità di "tesserarsi" agli Uscocchi, dimostrando coi numeri che migliaia di persone sono pronte a sostenere questa società.
I VOSTRI AIUTI SONO ARRIVATI, MA NON FINISCE QUI...
C'è ancora tanto da fare...
VIDEO CASAPOUND ITALIA IN ABRUZZO - PARTE UNO
VIDEO CASAPOUND ITALIA IN ABRUZZO - PARTE DUE
CONTINUA LA RACCOLTA:
CAMPO di CasaPound in Abruzzo, dopo il terribile terremoto.
IL CAMPO E' OPERATIVO, PARTONO I TURNI.
OGNI SETTIMANA 3 PERSONE PER 3 GIORNI.
PER PARTECIPARE CONTATTARE 339.25.66.030 - casapoundtorino@yahoo.it
Raccolta beni prima necessità presso l' Asso di Bastoni, via Cellini 22. cibo in scatola
acqua
materiale per igiene personale
latte in polvere
pannolini
posate, bicchieri,piatti di carta
-------------- RACCOLTA AD IVREA --------------
PIAZZA DEL MERCATO angolo VIA MONTESTELLA
TUTTI I GIORNI dalle 18,00 alle 20,00
IL SABATO dalle 15,00 alle 20,00 INFO IVREA: 349.06.90.604 -------------------------------------------------------------
Come sempre però, in questi casi, l'urgenza sono i soldi:
> ARCADIA occupa il Rettorato dell'Università di Torino <
Giovedi 19/03/09
Quest'oggi gli studenti che supportano la lista univeristaria Arcadia hanno simbolicamente occupato il Rettorato. Dopo circa mezz'ora di sit-in i Responsabili della lista, Federico Depetris e Roberto Mossetto, hanno potuto parlare al Rettore Pelizzeti. "Gli abbiamo spiegato il perchè riteniamo illegittimo il suo provvedimento che blocca la campagna elettorale dentro le sedi delle Facoltà spiegandogli che per noi la campagna elettorale continuerà" dichiara Federico Depetris "non accettiamo intimidazioni e continueremo a portare avanti le nostre rivendicazioni per gli studenti". Sono state inoltre oggetto del confronto anche le resposanbilità del Rettore sulla situazione a Palazzo Nuovo, dove l'intero stabile sembra essere di proprietà dei ragazzi dei collettivi autonomi. "Registriamo dopo ogni giorno di campagna elettorale un sempre più crescente malumore negli studenti, compresi quelli di sinistra, stufi dell'arroganza dei ragazzi dei centri sociali e degli antifascisti. La nostra risposta al loro atteggiamento, fuori tempo massimo, sono la battaglia contro il caro alloggi per gli studenti; la battaglia per ottenere sconti sugli abbonamenti della GTT; il Progetto Fratello Sole; la lotta al caro libri; l'aumento del peso degli studenti nella gestione dell'Ateneo tutti temi che presenteremo nelle varie aule delle Facoltà, aule che il Rettore ha garantito saranno concesse"
Roberto Mossetto ha poi concluso ribandendo "l'incoerenza del Rettore, nel prendere delle decisioni riguardanti i diritti e i doveri di migliaia di studenti, siamo contenti però che davanti agli studenti presenti questa mattina, il Rettore abbia leggermente cambiato la sua posizione" Roberto Mossetto ha concluso il suo intervento con una nota polemica: "Stamattina purtroppo si sono verificati altri gravi episodi di violenza a Palazzo Nuovo, le istituzioni universitarie al momento appaiono del tutto incapaci di garantire il regolare svolgimento della campagna elettorale. Noi di Arcadia però non accettiamo ne provocazioni ne intimidazioni e continueremo le nostre iniziative"
Dopo l'occupazione del Rettorato i sostenitori di Arcadia si sono spostati alla Palazzina Einaudi dove hanno fatto, come da programma, un presidio/volantinaggio (volantino in foto).
Saranno presto reperibili su www.studentididestra.tk il video e le foto della mattinata.
>Arcadia guida protesta telematica contro il rettore: MANDAGLI UNA MAIL <
ARCADIA-STUDENTI DI DESTRA
SCONTRI A PALAZZO NUOVO: RETTORE BLOCCA CAMPAGNA ELETTORALE. ARCADIA GUIDA LA PROTESTA TELEMATICA DEGLI STUDENTI
In seguito agli scontri di Palazzo Nuovo risalenti allo scorso 9 Marzo, il Rettore dell'Università degli Studi di Torino, ha deciso di sospendere la campagna elettorale. Arcadia rende noto che si farà promotrice di una mobilitazione telematica, invitando i tanti studenti di destra e di sinistra che non accettano questo provvedimento ad inviare mail all'ufficio del Rettore. L'indirizzo al quale è possibile mostrare il proprio dissenso è rettore@unito.it
"Si tratta di un provvedimento, questo del Rettore senza precedenti, che non trova alcuna giustificazione: le elezioni sono imminenti ed è impossibile sospendere la campagna elettorale" commenta Federico Depetris "abbiamo chiesto, senza ottenere per ora risposta, un appuntamento al Rettore entro e non oltre Giovedì 19 Marzo. In ogni caso per noi la campagna elettorale continua, continueremo perciò ad installare banchetti in ogni facoltà come facciamo da più di tre settimane". Federico Depetris ha poi aggiunto: " se non ci viene riconosciuto il diritto a fare propaganda elettorale, noi questo diritto ce lo prendiamo. Resistere alle prepotenze, siano esse quelle degli antifascisti o del Rettore, è per noi un dovere prima ancora che un diritto".
"E' giusto che un gruppetto di trenta facinorosi tenga in scacco 60 mila studenti?" si chiede Roberto Mossetto. La situazione non è certo delle più facili per il Rettore e per i vari responsabili dell'Ateneo, ma la sospensione incondizionata della campagna elettorale fa trasparire la totale mancanza di sangue freddo da parte di chi dovrebbe dirigere la formazione umana e culturale dei giovani torinesi.
"Questo incontro che si cerca di evitare con le autorità - conclude Mossetto - non fermerà le iniziative dei ragazzi di Arcadia che, anzi, si impegneranno ad informare ed a sensibilizzare gli studenti di qualsiasi orientamento politico circa questo scellerato provvedimento".
ARCADIA-STUDENTI DI DESTRA
ESPRIMI IL TUO DISSENSO AL RETTORE;
INVIA LA MAIL E DIFFONDI
QUI DI SEGUITO PROPONIAMO UN TESTO PER UNA MAIL CHE GLI STUDENTI POSSONO MANDARE AL RETTORE
Gentilissimo Rettore
Ho appreso del suo decreto con il quale ha imposto il blocco della campagna elettorale per le elezioni universitarie.
Da studente, che regolarmente paga le tasse universitarie, non posso accettare che quaranta facinorosi possano impedire il confronto elettorale. La sua decisione appare totalmente inadeguata oltre che lesiva dei diritti di noi studenti.
In merito ai fatti di questa mattina la lista universitaria Arcadia-Studenti di Destra (www.studentididestra.tk) commenta l'accaduto con una propria nota.
Purtroppo i gruppi di "autonomi" continuano a riproporre slogan e metodi superati da almeno trent'anni, capaci ormai di produrre un'inefficace quanto idiota antifascismo, lo si è visto oggi a Palazzo Nuovo dove gli antifascisti hanno pensato bene di lanciare bombe carta all'interno della Facoltà. Nonostante il Fuan sia una lista nostra rivale nella tornata elettorale del 6 e 7 maggio, condanniamo fermamente l'irresponsabile comportamento degli antifascisti.
Hanno perso i collettivi autonomi ogni contatto con il mondo studentesco e le sue problematiche preferendo l'antifascismo.
Noi al contrario continueremo con le nostre battaglie sociali e continueremo l'attacco alla casta dei Baroni e all'attuale sistema universitario, per un confronto che sia davvero libero, iniziando proprio dalle Università. Ci chiediamo infine quali provvedimenti intenderà prendere il Rettore affinchè sia garantito il regolare svolgimento della campagna elettorale.
ARCADIA - STUDENTI DI DESTRA
Blocco Studentesco: www.bloccotorino.tk
GIUSTIZIA: PRESIDI IN TUTTA ITALIA PER PARLANTI, MADRE E COMPAGNA RICEVUTE IN AMBASCIATA
Roma, 5 mar. (Adnkronos) - Presidi sotto l'ambasciata e i consolati Usa in Italia per chiedere giustizia per Carlo Parlanti, 44enne fisico e analista-programmatore di Montecatini Terme, detenuto dal 2005 in California per scontare una condanna a 9 anni per sequestro di persona e violenza sessuale e domestica nei confronti della sua ex convivente. Secondo chi da anni si batte per la sua causa, Parlanti quei reati non li ha mai commessi ed e' stato condannato per le accuse di ''una teste squilibrata'', la sua ex convivente appunto, durante un processo farsa, basato su ''prove dichiarate e dimostrate contraffatte''.
La compagna di Carlo Parlanti, Katia Anedda, la madre dell'italiano, Nada Parlanti, e l'avvocato Costantino Cardiello dello studio Franco Cardiello di Eboli, hanno chiesto un incontro all'ambasciatore Usa in Italia per spiegargli le loro ragioni. E, a sostegno di questa richiesta, questa mattina gruppi, associazioni e singoli supporter di Carlo Parlanti stanno partecipando a manifestazioni silenziose organizzate da Casapound Italia davanti all'ambasciata americana a Roma, e nei pressi dei consolati Usa di Firenze, Milano e Napoli.
Un primo risultato e' stato gia' raggiunto: la compagna e la madre di Parlanti sono infatti state ricevute pochi minuti fa dall'ufficio politico dell'ambasciata Usa a Roma, sotto la quale in questo momento sono presenti una sessantina di manifestanti.