> Torino partecipa al Corteo a Verbania contro la delocalizzazione della Bialetti <
VERBANIA: UN CENTINAIO AL CORTEO DI CASAPOUND CONTRO LE DELOCALIZZAZIONI
Verbania, 15 aprile: Un centinaio tra militanti e simpatizzanti di CasaPound che ieri hanno partecipato al corteo contro le delocalizzazioni. Il corteo, che si è diretto sotto la sede dell' Unione degli industriali, ha visto la partecipazione di Franco Franzi, assessore al lavoro del Vco, Luigi Songa (Pdl) e Alberto Preioni (Lega Nord).
"La manifestazione che abbiamo indotto ieri ha voluto rappresentare il nostro contributo alla difesa dei poli industriali del Vco - questo il commento di Giovanni Ceniti, responsabile del Vco di CasaPound - contro ogni tentativo di delocalizzazione in Paesi che non hanno parità salariale e sindacale con la nostra Nazione"
"Se i lavoratori lo vorranno metteremo a disposizione la nostra forza militante per impedire che le nostre fabbriche vengano smantellate, rinunciando ai nostri simboli di appartenenza, per creare un fronte unito di tutta la provincia, al di là degli steccati ideologici dannosi in un momento cosi tragico per le nostre famiglie".
> Blitz post-elettorale di CasaPound Torino per il MUTUO SOCIALE <
Torino: blitz CasaPound sui pannelli elettorali per il Mutuo Sociale
Racca: dopo visi e slogan, è il momento delle proposte
Nella notte di venerdi 2 Aprile, CasaPound Italia ha coperto oltre 50 tabelloni elettorali di striscioni con scritto "Mutuo Sociale", per sensibilizzare la nuova giunta e i cittadini al problema dell'emergenza abitativa e sottolineare la proposta di legge dell'Associazione.
"Dopo visi, slogan e bagarre elettorali" dichiara Marco Racca, coordinatore regionale di CasaPound Italia "scatta l'ora delle proposte. I pannelli per le elezioni si riempiono di volti, promesse e buone intenzioni, sotto elezioni, ora che le elezioni sono passate, noi li abbiamo riempiti con una proposta concreta".
Il Mutuo Sociale, proposta di legge ideata dall'Associazione, è una proposta di legge che garantirebbe a tutti la possibilità di diventare proprietari della propria casa senza prestiti e senza banche, con una rata che non superi 1/5 delle entrate famigliari e con case costruite da fondi pubblici e a "misura d'uomo".
"Speriamo vivamente che la nuova giunta regionale prenda in seria considerazione il problema del caro-affitti" continua Racca che aggiunge "non bastano rimedi tappabuchi, ci va una soluzione seria, precisa e definitiva: il Mutuo Sociale è la soluzione, contro speculatori edilizi e per i propri cittadini".
> Video Corteo Torino in Onore dei Martiri delle Foibe <
c'è chi dice che eravamo 30
c'è chi dice che eravamo armati
c'è chi dice che il ricordo delle foibe è "sbagliato"
c'è chi dice che gli Esuli non hanno partecipato
c'è chi fa finta di non vedere il ricordo
c'è chi fa articoli SCANDALOSI sui quotidiani
noi diciamo
LA VERITA'
e la verità
NON PUO' ESSERE INFOIBATA
Torino: CasaPound pubblica video sul corteo delle Foibe in risposta al consigliere Bossuto e al Presidente della Circoscrizione 5 Bragantini.
“Sono stati necessari sessanta anni affinchè le vittime del genocidio anti-italiano compiuto dai partigiani titini in Istria venissero formalmente onorate e commemorate dalla Repubblica Italiana, eppure c'è chi nelle istituzioni ed anche sui mezzi di informazione minimizza questo crimine orrendo.” dichiara Marco Racca responsabile regionale di CasaPound Italia e organizzatore del corteo dello scorso 7 Febbraio “Il consigliere regionale Bossuto a caccia di voti e preferenze ,tra i membri dei centri sociali, per le prossime elezioni regionali ha negato l'utilità e l'importanza di una giornata, come quella del Ricordo, lo stesso Bossuto che in relazione al nostro corteo ha affermato di aver visto armi e oggetti contundenti: il video caricato su Youtube dimostra il contrario”.
“Sono però anche gravi le dichiarazioni di Paola Bragantini Presidente della Circoscrizione 5, quella su cui si è svolto il corteo e che ospita numerosissime famiglie istriane.” ha aggiunto Racca “ la Bragantini ha infatti sostenuto che al nostro corteo non hanno partecipato le associazioni degli esuli ebbene il video mostra l'intervento di Sergio Vatta che ha chiuso il corteo.
“Ciò che più indigna e fa riflettere” dichiara Racca “è che la Circoscrizione non abbia organizzato nessuna manifestazione per ricordare il sacrificio di Istria, Fiume e Dalmazia. L'opinione pubblica dovrebbe porsi delle domande su chi siano e come agiscano i loro amministratori locali, di come non solo non si impegnano nel Ricordo ma criticano chi lo fa” Il video è reperibile su youtube a questo indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=Q-QBdFO1AeA
> Tutti in piazza per ricordare i Martiri delle Foibe <
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CasaPound Torino: “Bossuto, così li uccidete due volte”
RACCA: dichiarazioni vergognose, come risposta Comune di Torino dedichi una via ai Martiri delle Foibe
Domenica 7 Febbraio, un corteo di 150 persone ha sfilato silenziosamente per ricordare i Martiri delle Foibe, tra fiaccole e tricolori.
Nonostante un piccolo presidio vicino, inneggiante alle foibe, il Corteo silenzioso ha degnamente onorato il sacrificio di Istria, Fiume e Dalmazia.
“Assurde le parole di una carica istituzionale” dichiara Marco Racca, coordinatore regionale di CasaPound “gravissimo affermare che una giornata nazionale in ricordo delle foibe sia stato un errore”.
“Chiederemo subito al Comune di Torino l'intitolazione di una via ai Martiri delle Foibe, vogliamo una prova tangibile che le istituzioni della città non la pensino come il consigliere regionale Bossuto” - dichiara Depetris, responsabile del Blocco Studentesco “ecco l'esempio che i giovani non devono seguire: chi uccide, dopo 60 anni, per la seconda volta, persone innocenti vittime di un vero e proprio genocidio antiitaliano”.
CasaPound Italia Torino prenderà al più presto contatti con il Sindaco Sergio Chiamparino, per portare al compimento un piccolo gesto d'onore, l'intitolazione di una via ai Martiri delle Foibe “sperando che la nostra richiesta venga sottoscritta trasversalmente da tutto il consiglio comunale” - conclude Racca “perchè su questo tema non c'è politica, ma una verità, che non può essere infoibata”.
Nonostante il blocco del traffico, che ha costretto gli organizzatori a posticipare di un'ora il corteo e la presenza di alcune decine di antifascisti, il corteo per onorare i Martiri delle Foibe organizzato da CasaPound si è regolarmente svolto.
“E' stato necessario prendere Piazza Cirene alle 16 per evitare che gli antifascisti la potessero occupare per il loro pseudo-presidio” ha dichiarato Marco Racca responsabile regionale di CasaPound “non sono mancati momenti di tensione per le due ore che hanno preceduto l'inizio del corteo, purtroppo c'è chi, ancora continua a fomentare e vivere di odio e contestazione”.
“Il corteo iniziato intorno alle 19.00 era aperto da un Tricolore listato a lutto, le bandiere delle province e città irridenti, tamburo a scandire la marcia e striscione imponente con su scritto ‘Onore ai Martiri delle Foibe'” ha aggiunto Racca “oltre 150 le persone che hanno preso parte al corteo, esuli fiumani, famiglie, gente del quartiere, oltre ai militanti e amici di CasaPound”.
“Un corteo silenzioso e illuminato da decine di fiaccole che alcuni esponenti dei centri sociali hanno tentato, con provocazioni e insulti, di disturbare senza riuscirci”.
“Importante anche la partecipazione di persone residenti nel quartiere, proprio il quartiere che ospitò e ospita migliaia di esuli fiumani vittime delle barbarie partigiane. Moltissimi i cittadini indignati per la contestazione dei centri sociali e le bandiere con falce e martello proposte per l'occasione.”
La manifestazione si è conclusa presso la lapide a ricordo del sacrificio di Fiume, Istria e Dalmazia con un discorso di Sergio Vatta esule di Zara e Giuseppe Lonero consigliere comunale di Torino.
> CasaPound Torino SIGILLA LA FIAT - azione in tutta Italia <
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TORINO, 2 febbraio - 'Sigilli' alla Fiat. Stamattina le fabbriche e i luoghi di riferimento della casa automobilistica in corso Agnelli e via Nizza a Torino sono state trovate 'sigillate' con il nastro bianco e rosso, a ricordare una 'scena del crimine', e circondate di striscioni con la scritta 'Fiat odia l'Italia'. A rivendicare il blitz, messo a segno nella notte in maniera coordinata su tutto il territorio nazionale, è CasaPound Italia Torino. Un'azione non violenta, un gesto simbolico ma dal sapore fortemente provocatorio: ''Prima fallisce, meglio è. Per tutti'', è lo slogan che si legge sui volantini lasciati davanti a tutti i punti vendita 'colpiti'. E ancora: ''Salviamo i lavoratori e la produzione italiana, non la dirigenza Fiat, incapaci avventurieri che amano il profitto e non l'Italia''.
Cpi esige lo stop agli incentivi - spiega Marco Racca, coordinatore regionale dell'Associazione - ''per auto prodotte all'estero sfruttando lavoratori stranieri sottopagati'' e chiede ''incentivi solo per auto prodotte in Italia'', mentre, quanto agli stabilimenti di Pomigliano d'Arco e Termini Imerese, propone che siano ''sequestrati, nazionalizzati e affidati a Finmeccanica e Fincantieri''.
''La Fiat vive di aiuti pubblici e, nonostante cio', ha tradito il nostro paese e la nostra gente - spiega CasaPound Italia - Vuole incentivi e soldi dallo Stato, ma poi licenzia e chiude le fabbriche nel nostro Paese per portare la produzione all'estero. Lasciamola fallire e con i soldi che non 'ruberà' piu' avvieremo una nuova e sana industria automobilistica''.
Fiat: blitz di CasaPound, 'sequestrate' centinaia di concessionarie in
tutta Italia
'Odia l'Italia, prima fallisce meglio è'
Roma, 2 febbraio - 'Sigilli' alla Fiat. Stamattina un centinaio di
concessionarie della casa automobilistica in oltre 40 città italiane,
da Torino a Palermo, sono state trovate 'sigillate' con il nastro
bianco e rosso, a ricordare una 'scena del crimine', e circondate di
striscioni con la scritta 'Fiat odia l'Italia'. A rivendicare il
blitz, messo a segno nella notte in maniera coordinata su tutto il
territorio nazionale, è CasaPound Italia. Un'azione non violenta, un
gesto simbolico ma dal sapore fortemente provocatorio: ''Prima
fallisce, meglio è. Per tutti'', è lo slogan che si legge sui
volantini lasciati davanti a tutti i punti vendita 'colpiti'. E
ancora: ''Salviamo i lavoratori e la produzione italiana, non la
dirigenza Fiat, incapaci avventurieri che amano il profitto e non
l'Italia''.
Cpi esige lo stop agli incentivi ''per auto prodotte all'estero
sfruttando lavoratori stranieri sottopagati'' e chiede ''incentivi
solo per auto prodotte in Italia'', mentre, quanto agli stabilimenti
di Pomigliano d'Arco e Termini Imerese, propone che siano
''sequestrati, nazionalizzati e affidati a Finmeccanica e
Fincantieri''.
''La Fiat vive di aiuti pubblici e, nonostante cio', ha tradito il
nostro paese e la nostra gente - spiega CasaPound Italia - Vuole
incentivi e soldi dallo Stato, ma poi licenzia e chiude le fabbriche
nel nostro Paese per portare la produzione all'estero. Lasciamola
fallire e con i soldi che non 'ruberà' piu' avvieremo una nuova e sana
industria automobilistica''.
>Torino: CasaPound ricorda strage di Acca Larentia<
Torino: CasaPound ricorda strage di Acca Larentia
Era il 7 Gennaio del 1978 quando dei colpi di arma da fuoco colpirono alle spalle in un vigliacco attentato alcuni giovani attivisti del Fronte della Gioventù romano presso la sezione di Acca Larentia.
In quel giorno i morti furono tre.
“Tre striscioni in punti fulvro della città, un gesto simbolico di commemorare il sacrificio di tre giovanissimi colpiti dall’odio e dell’infamia antifascista” dichiara Marco Racca responsabile regionale di CasaPound commentando gli striscioni apparsi nella notte a Torino.
“Non si dimenticano i tanti omicidi brutali che hanno colpito il nostro mondo, con la compiacenza anche delle istituzioni” ha aggiunto Racca “siamo convinti che il miglior modo per ricordare il sacrificio di questi ragazzi è continuare a lavorare per il bene degli italiani; di continuare a tramutare in azioni il nostro ideale di Giustizia Sociale”.
TORINO: CASAPOUND ITALIA TORNA IN PIAZZA SAN CARLO RACCA, SENZA ANTIFASCISMO MILITANTE REGOLARE ATTIVITA'
Torino, 14 novembre 2009 - Per tutto il pomeriggio di oggi, CasaPound Italia ha effettuato un banchetto in piazza San Carlo, nel centro di Torino, per esporre le proprie iniziative. Nello stesso luogo dove c'è stata l'aggressione il 24 ottobre scorso, per ore i militanti dell'associazione hanno svolto la propria attività politica. "In 3 ore distribuito oltre 3000 volantini - dichiara Marco Racca, responsabile piemontese di CasaPound Italia - Abbiamo esposto ai cittadini varie nostre attività, abbiamo ricevuto attestati di stima, ma ci siamo anche confrontati con idee diverse dalle nostre".
"Abbiamo dimostrato che, senza i fomentatori di odio antifascista fuori tempo massimo, le attività si svolgono regolarmente, e la gente capisce chi è al suo fianco e chi invece pensa al proprio interesse senza curarsi di giustizia sociale, carovita, e dei problemi dei nostri tempi", continua Racca, sottolineando la grossa mobilitazione delle Forze dell'Ordine: "E' spiacevole vedere come debba esserci un così grande dispiegamento di forze, pagate dallo Stato e dai contribuenti, per colpa di un centinaio di balordi che fanno della violenza l'unica arma politica, contro il volere di chi vive la città, e soprattutto a loro spese".
Torino: CasaPound avvia raccolta aiuti per Messina.
Torino, 3 novembre - “Dopo l’impegno per l’Abruzzo, CasaPound Piemonte, come ha già fatto CasaPound Calabria, si mobilita per fornire un doveroso aiuto ai fratelli messinesi colpiti nelle scorse settimane da una tragica calamità naturale”. Lo annuncia Marco Racca, coordinatore regionale di Cpi per il Piemonte.
“A Torino - spiega Racca - il nostro circolo e pub ‘non conforme’ Asso di Bastoni diverrà nei prossimi giorni il centro di raccolta per gli aiuti destinati alla popolazione del messinese, ma gli aiuti potranno essere consegnati anche ad Aosta, Cuneo, Novara, Verbania. L’iniziativa per l’Abruzzo mobilitò moltissimi cittadini, ci auguriamo che anche in questo caso la risposta sia forte”.
Nelle zone colpite dall’alluvione, rende noto CasaPound, urgono beni igienico-sanitari (sapone, pannolini, assorbenti, carta igienica etc) e generi alimentari a lunga conservazione (pasta, latte in polvere etc). Gli aiuti potranno essere consegnati a Torino, presso l’Asso di Bastoni, in via Cellini 22, tutte le sere dalle 20 in poi, e presso le sedi di CasaPound Italia di Aosta, Cuneo, Novara, Verbania.
> Lettere aperte al Sindaco Chiamparino e al dir. de La Stampa <
Racca, CasaPound: lettera aperta al sig. Sindaco Sergio Chiamparino
Alla cortese attenzione del Sindaco di Torino Sergio Chiamparino
Signor Sindaco, siamo convinti che lei sappia sicuramente cosa sia CasaPound Italia e certi che abbia sentito parlare delle nostre attività anche perché talvolta hanno coinvolto consiglieri comunali dell'opposizione ma anche membri della sua Giunta.
Siamo un'associazione di promozione sociale che orienta la sua attività per contrastare il carovita e l'usura e per riaffermare il concetto di Giustizia Sociale.
Siamo una realtà consolidata in città con un nostro centro di aggregazione ed una presenza capillare nell'Università ed in ogni quartiere.
Sabato siamo stati oggetto di una volgare "contestazione", siamo stati aggrediti ed abbiamo dovuto difendere con orgoglio il nostro diritto ad esprimere le nostre opinioni.
Nella stessa giornata anche la Lega Nord è stata vittima di questa grottesca giornata di follia, ormai, nei nostri confronti, divenuta ordinaria.
Poche settimane fa, infatti, venivamo aggrediti da un gruppo di "autonomi" fuori dal Politecnico, prima ancora alcuni episodi preoccupanti durante le elezioni universitarie.
I protagonisti sono sempre i soliti personaggi, quelli che lei ha da qualche tempo duramente ed apertamente condannato ed attaccato, a qui però, pare, abbia fatto riverniciare la facciata dei loro centri sociali.
Per i fatti del Politecnico lei non spese nemmeno una parola, per i fatti di Sabato ha sì condannato l'aggressione, ma solo quella ai danni della Lega Nord.
Su di noi, nemmeno una parola.
Forse quei ragazzi che come noi, si impegnano per cambiare questa società, per riaffermare il concetto ed il valore della solidarietà, che denunciano speculazioni ai danni dei cittadini, forse ripetiamo nei confronti nostri tutto è ammesso.
Non ci vogliamo credere, non avrebbe senso.
La tensione in città è alta ed i responsabili sono sempre i soliti gruppuscoli ormai isolati dalla società, quello che chiediamo è una ferma condanna verso questa forma di intolleranza politica, verso questo odio cieco gonfiato dall'ignoranza.
Cordialmente.
Marco Racca
coordinatore Piemonte/Valle d'Aosta CASAPOUND ITALIA
www.casapounditalia.org
casapoundtorino@yahoo.it
Racca, CasaPound: lettera aperta al sig. Direttore del quotidiano "LA STAMPA"
Alla cortese attenzione de "La Stampa"
Al Direttore
Gentilissimo Direttore del quotidiano La Stampa, le scriviamo queste poche righe perchè intendiamo provare a ragionare con lei circa quanto dalle "sue" pagine è stato scritto sugli scontri di Sabato pomeriggio.
Riassumendo, le ricordiamo che un presidio probabilmente, anzi sicuramente, è stato organizzato da alcuni dei più noti centri sociali cittadini tramite i loro portali web, con l'intento dichiarato di impedire a CasaPound di tenere un proprio presidio. Presidio, quello di CasaPound, autorizzato dalle Autorità di Pubblica sicurezza.
Il nostro intento era quello di promuovere le nostre innumerevoli iniziative organizzate e attivate in tutta Italia, tra cui solo, per citarne alcune l'impegno diretto in Abruzzo a Poggio Picenze, il nostro impegno costante per combattere e risolvere il problema abitativo, l'innovativa proposta di legge "Tempo di essere Madri", gli sportelli di assistenza per disabili etc etc.
Peccato però che alcuni "autonomi", ingabbiati nell'odio e nel clima degli anni di piombo, abbiano cercato di intimidirci aggredendoci fisicamente.
Per carità, non ci piace piangerci addosso, anzi mai lo facciamo però c'è una cosa che ci piace fare ovvero pensare e riflettere da uomini liberi.
Non ci interessa parlare dei Centri Sociali tanto tutti, anche quelli che fanno finta di non vedere, sanno che sono il lascito residuale di una cultura di odio ed intolleranza. Come detto, non vogliamo parlare di "loro", ma di noi.
Vogliamo ad esempio sapere perchè mai si scrive degli scontri senza nemmeno provare a contattare i referenti del movimento protagonista e vittima degli scontri di sabato.
I nostri contatti, caro Direttore, i suoi collaboratori li hanno.
Se ci aveste chiamato avreste risparmiato ai vostri lettori una serie di imperdonabili inesattezze, alcune piuttosto grottesche.
Andiamo con ordine: eravamo una decina di militanti di CasaPound associazione di promozione sociale e non "un non meglio precisato movimento di estrema-destra", etichetta che rifiutiamo categoricamente definendoci Estremo-Centro-Alto, basterebbe documentarsi su ciò su cui si scrive per evitare brutti scivoloni.
Quello su cui si tace, nell'articolo, è forse la parte più importante: il contatto tra noi e "loro" c'è stato. Un centinaio di loro eludendo gli schieramenti della Polizia ha provato a sorprenderci alle spalle. Lo ripetiamo: il contatto è avvenuto. Nonostante il loro numero non ci siamo dispersi e abbiamo difeso il nostro spazio e il nostro diritto a rimanere in quella piazza a propagandare il nostro pensiero.
Il coraggio di pochi, dodici militanti, contro l'intolleranza di cento e più barbari, che hanno anche coinvolto passanti con passeggini e bambini.
Oltre a questi rilevanti particolari l'articolo apparso Domenica propone una visione distorta del seguito della giornata. La Lega Nord è stata anch'essa vittima di una carica degli "autonomi", ma nessun militante di CasaPound avrebbe potuto aiutarli poichè fummo invitati dalla polizia a lasciare la zona. Non è esistito quindi, un fronte "Fascio-Leghista" contro gli autonomi e ci chiediamo, perchè ci piace riflettere, come mai avete dato spazio a questa falsità.
Vogliamo essere precisi, con la Lega Nord abbiamo subito solidarizzato, ma non potevamo aiutarli se ci trovavamo dall'altra parte della città, per cui ci siamo chiesti perchè il quotidiano "La Stampa" ha dovuto fornire questa fantasiosa versione della giornata di Sabato ed abbiamo deciso di rivolgere a lei, carissimo Direttore, questa domanda.
Marco Racca
coordinatore Piemonte/Valle d'Aosta di CasaPound Italia
www.casapounditalia.org
> SIAMO PIU' FORTI NOI, DI TUTTI VOI MALEDETTI STRONZI -
di Gianluca Iannone, responsabile nazionale di CasaPound Italia <
Siamo più forti noi, di tutti voi maledetti stronzi.
Siamo più forti noi perché continuiamo a camminare con la schiena dritta e il passo sicuro mentre strillate e mentre ci tirate la giacca per portarci in posti bui, laceri di umidità e di immondizia. Siamo più forti noi perché di tutto questo, ridiamo.
E ridiamo perché siamo consapevoli della nostra forza e della vostra mancanza di argomenti.
Sì, certo.
Barricatevi dietro la retorica dei vincitori, dietro la scrivania del politicamente corretto, dietro le buffe dichiarazioni che date in giro.
Noi ridiamo delle vostre reazioni maleducate e scomposte.
Siamo più forti noi di tutti voi perché siete una massa di prepotenti e di impuniti. È la vostra bruttezza che vi condanna, non noi.
Dalle vostre redazioni le frecce avvelenate della diffamazione ci trafiggono gli scudi e le pugnalate che ci date sulla corazza con le vostre penne sono imbevute nel curaro.
E nonostante questo noi non ci disperdiamo, non indietreggiamo ma andiamo avanti. Vi conosciamo bene, siamo vaccinati.
Ecco perché siamo più forti noi. Perché in 10 vi teniamo testa anche se voi siete 100, 1000, 1 milione.
Siamo abituati così.
Non scappiamo, non strilliamo, non piangiamo.
Abbiamo deciso di stare qua.
Di camminare su questa strada sotto i vostri sguardi cattivi, sguardi gobbi di chi è abituato a manipolare e a farsi manipolare. Noi non siamo come voi, è evidente.
Perché abbiamo fatto una promessa e vogliamo restare fedeli a noi stessi.
“Rendi forti i vecchi sogni”.
Ecco perché con serenità vi ripeto che siamo più forti noi.
Anche se avete tutto, non avete noi.
E la nostra bellezza vi schiaccia là nell’ombra, vi relega nell’impotenza dei gesti vigliacchi.
La bellezza dei nostri vent’anni, la nostra beata solitudine, la nostra forza tranquilla contro le vostre bombe, i vostri assalti, le vostre aggressioni, i vostri saccheggi.
La civiltà contro le barbarie.
Ecco perché vi ripeto che noi siamo più forti di voi.
perchè non abbiamo padroni, nè padrini.
perchè ci facciamo domande e troviamo soluzioni.
Perchè ricostruiamo le nostre sedi distrutte dal vostro rancore e le ricostruiamo più belle di prima e con l’aiuto dei vicini. Siamo più forti noi che non vogliamo giocare con voi perché siete troppo stupidi.
Ed è questo che vi fa stare male.
Ecco perché, con noi, non vincerete mai.
> 24.10.2009 - Aggressione ai militanti di CasaPound Torino
-
in 100 contro 10 - legittima difesa <
Torino: Aggrediti militanti di CasaPound Torino
Marco Racca “la nostra è stata legittima difesa”
Verso le 15.30 un centinaio di sedicenti antifascisti fuori tempo massimo, hanno aggredito una decina di militanti di CasaPound impegnati a promuovere le loro iniziative.
“E’ l’ennesimo episodio di intolleranza politica che si verifica nella nostra città ad opera dei soliti noti ed impuniti antifascisti” dichiara Marco Racca coordinatore regionale di CasaPound Italia “continuano a riproporre logiche superate ormai da quarantanni, noi però non accettiamo le loro provocazioni”
“Tentano di rendere invivibile il clima politico della città ricorrendo alla violenza per colmare i loro evidenti limiti politici, questa volta hanno aggredito una decina di militanti di CasaPound in pieno centro città” continua il coordinatore “nonostante l’inferiorità numerica abbiamo resistito al loro assalto sino a che non sono intervenute le Forze dell’Ordine perchè crediamo che difendere il nostro diritto ad esprimere le nostre opinioni debba essere difeso ad ogni costo”.
“A questo punto dopo i fatti delle scorse settimana al Politecnico dove cinque studenti anch’essi membri di CasaPound sono stati aggrediti, chiediamo che le istituzioni prendano una posizione decisa, che Chiamparino chiarisca la sua posizione circa i centri sociali che minaccia di sgombero ma che poi ne finanzia la riverniciatura esterna”.
Marco Racca ha infine concluso“Le Forze dell’Ordine nonostante il nostro banchetto fosse autorizzato e nonostante fossimo stati aggrediti ci ha comunque intimato di lasciare la posizione che durante gli scontri avevamo difeso. Non credo sia questo il modo di garantire il diritto a promuovere il nostro programma politico”.
Torino: CasaPound, Chiamparino prenda una posizione decisa contro questi fenomeni di intollerenza politica
“In cento tentano di aggredire dieci militanti di CasaPound Italia in pieno centro cittadino, rischiando inoltre di compromettere l’incolumità di numerose persone vittime innocenti del loro odio ideologico” dichiara Marco Racca coordinatore regionale di CasaPound Italia”Chiamparino si dissoci senza alcun equivoco da questi personaggi anche per quanto avvenuto nei nostri confronti”
“Ribadiamo la condanna ferma ed inequivocaile verso qualsiasi forma di intolleranza” continua Marco Racca “anche la Lega Nord è stata vittima dei medesimi personaggi poco dopo l’aggressione nei nostri confronti e ci sentiamo in dovere di solidarizzare con loro vittime della stessa ignoranza”.
Marco Racca ha così concluso “sappiamo che il Sindaco ha espresso una giusta solidarietà verso la Lega Nord e verso di noi invece? Noi di CasaPound possiamo essere impunemente aggrediti da cento delinquenti senza che ciò disturbi il Sindaco?”
TORINO: CASAPOUND ITALIA, ISTITUZIONI PRENDANO POSIZIONE CONTRO VIOLENZA O SARANNO COMPLICI
IANNONE 'DUE AGGRESSIONI IN 24 ORE, 10 IN DUE SETTIMANE'
Roma, 24 ott. ''Due aggressioni in meno di 24 ore. Una a Parma, dove due nostri militanti sono rimasti feriti, e una a Torino, dove cento persone hanno assaltato un banchetto di Casapound Italia. La politica a questo punto deve intervenire se non vuole essere complice''. Lo afferma Gianluca Iannone, presidente di Casapound Italia.
''E' vergognoso - aggiunge Iannone - che mentre c'è ancora chi accusa Cpi di essere un movimento violento, la sinistra antagonista possa agire indisturbata e, forte della consapevolezza della propria impunità, possa colpire in pieno centro nelle città di mezza Italia. Prima Napoli, poi Pistoia, Torino e Verona, oggi ancora Torino e Parma. In due settimane quasi dieci aggressioni: un bollettino di guerra. Si tratta però di una guerra che Casapound Italia non intende combattere su questo piano. Ancora una volta ribadiamo che la nostra risposta alla violenza sarà sempre e soltanto una risposta politica''.
''A questo punto, però, è dalle istituzioni che attendiamo una decisa presa di posizione - conclude il leader di Casapound Italia - Non c'è piu' tempo. E' arrivato il momento per ognuno di prendersi le proprie responsabilità, perché se mai qualcosa di irreparabile dovesse avvenire, i veri responsabili ne sarebbero coloro i quali adesso restano in silenzio''.
> STRISCIONE DEL BLOCCO STUDENTESCO FUORI DAL POLITECNICO DI TORINO <
Blocco Studentesco Torino:
“BASTA ODIO ANTIFASCISTA, L’UNIVERSITA’ E’ DI TUTTI”
I militanti del Blocco Studentesco nella notte tra Mercoledì 14 e Giovedì 15 Ottobre hanno affisso uno striscione presso il Politecnico di Torino per ricordare gli episodi di violenza e intolleranza politica della settimana scorsa.
“Fuori dal Politecnico di Torino, giusto una settimana fa, venivamo attacati da militanti dei collettivi di sinistra che in nome di un non meglio identificato antifascismo ci volevano impedire di promuovere il dossier casa per gli studenti” dichiara Federico Depetris responsabile regionale del Blocco Studentesco “oltre che a Torino vi sono stati episodi di intolleranza politica a Verona, Napoli e Pistoia tutti aventi come protagonisti i collettivi antifascisti”
Con questa azione dimostrativa il Blocco Studentesco, senza vittimismi, vuole sottolineare come questo clima di tensione sia una sconfitta per tutti quanti gli studenti di qualunque colore politico.
“Non ci dovrebbe essere una contrapposizione rosso-nera” conclude Depetris "ma un’Università da migliorare nell’interesse di tutti gli studenti”.
> MOZIONE DEL BLOCCO STUDENTESCO UNIVERSITA'
CONTRO IL CARO-LIBRI A GIURISPRUDENZA <
Università: mozione Blocco Studentesco contro il caro-libri a Giurisprudenza.
Il Blocco Studentesco ha presentato al Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza una mozione per contrastare il fenomeno del caro libri. “Abbiamo chiesto alla facoltà di comprare dei manuali affinchè possano essere presi in prestito nelle biblioteche senza che sia necessario per gli studenti acquistare i libri di testo” dichiara Luca Falcini Consigliere di Facoltà del Blocco Studentesco
“come studenti, pretendiamo che la Facoltà spieghi come mai sembra esserci una sorta di monopolio su alcuni manuali, monopolio che comporta un costante aumento dei prezzi”
La mozione prevede anche un invito formale ai docenti ad un maggior utilizzo del portale Klips dove è possibile condividere materiale didattico gratuitamente.
La mozione discussa ha trovato l’approvazione unanime dei rappresentanti degli studenti, si attende una risposta da parte della Facoltà.
Di seguito viene proposto il testo integrale della mozione:
Mozione al Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza.
LIBRI, MONOPOLI E COSTI
Settembre e le prime settimane di Ottobre saranno dedicate dagli studenti all’acquisto dei Manuali consigliati dai docenti per la preparazione degli esami.
Si richiedono delucidazioni sugli eventuali rapporti che intercorrono tra Facoltà ed editori che detengono un monopolio sui manuali.
Si chiede
- che la Facoltà inviti formalmente gli editori a contenere i costi
- un maggiore utilizzo del portale Klips. Per la preparazione di molti esami sono infatti più che sufficienti dispense redatte dal professore e messe in rete per un libero utilizzo.
- potenziamento del servizio di prestito di manuali tramite le Biblioteche. La Facoltà dovrà promuovere l’acquisto di un numero soddisfacente di manuali da mettere a disposizione nelle Biblioteche di Facoltà.
> BASTA ODIO ANTIFASCISTA L'UNIVERSITA' E' DI TUTTI <
Università: Episodio di intolleranza antifascista al Politecnico di Torino. Aggrediti militanti di Blocco Studentesco.
Oggi 7 Ottobre 2009 alcuni militanti del Blocco Studentesco sono stati aggrediti da esponenti del Collettivo di sinistra del Politecnico mentre distribuivano volantini sponsorizzando il Dossier casa per gli studenti contro le speculazioni sugli affitti.
“E’ l’ennesimo episodio di intolleranza politica firmato dai collettivi universitari della città” afferma Federico Depetris Responsabile piemontese del Blocco Studentesco “c’è chi ancora invece di pensare ai problemi dell’università e degli studenti spreca tempo per ostacolare coloro che non si sono omologati al loro pensiero”.
“Il Blocco Studentesco volantinava per promuovere il Dossier Casa per gli studenti, per fornirgli una guida su come destreggiarsi tra affitti e speculazioni, i collettivi hanno provato ad impedirci di propagandare il Dossier: saranno forse a favore delle speculazioni sugli affitti?” si chiede il Coordinatore regionale.
“Non ci stiamo a far ripiombare le università nel clima degli anni settanta, la logica degli opposti estremismi è oggi nel 2009 arcinota; i collettivi è meglio che comincino ad aggiornarsi perché suono fuori tempo massimo e le loro battaglie di retroguardia non interessano nessuno” ha concluso Federico Depetris.
NELLA STESSA GIORNATA MILITANTI DI BLOCCO STUDENTESCO NAPOLI E VERONA SONO STATI AGGREDITI DAI "TOLLERANTI DIFENSORI DELLA DEMOCRAZIA" DEI COLLETTIVI DI SINISTRA.
ESPRIMIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETA' AI RAGAZZI DEL BLOCCO STUDENTESCO COINVOLTI.